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Sugli attentati in Francia: ritrovare la parola al di là del terrore e dello sdegno

Unendoci al dolore per gli orribili fatti di Nizza, ma non di meno a quello per le violenze e le morti perpetrate in molti paesi del mondo ogni giorno, desideriamo contribuire a una riflessione che aiuti a ritrovare la parola al di là del terrore e dello sdegno. Una parola per riconoscere, nominare e possibilmente fermare e portare a giudizio, le forme della violenza e le “politiche criminali e terroristiche” che, come scrive Simona Taliani nell’articolo che segue, purtroppo “non sono appannaggio di un solo schieramento”. L’articolo che vi proponiamo, scritto a seguito dei fatti di Parigi dello scorso autunno, è ancora ugualmente attuale.

Note etnopsichiatriche sulla cultura e sui suoi sembianti
(l’autrice è Simona Taliani, psicologa presso il Centro Frantz Fanon di Torino, antropologa, ricercatrice presso il il Dip. di Culture, politiche e società dell’Università di Torino)

Segnaliamo anche questo secondo intervento interessante:
Hiroshima sul lungomare di Nizza
Breve discorso sul nostro orrore quotidiano e sui compiti dell’ora
[Sintesi del discorso tenuto dal responsabile del “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani”, Peppe Sini, la mattina di venerdì 15 luglio 2016 nel piazzale di Santa Barbara a Viterbo]

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