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Fare diagnosi nella prospettiva bioniana: funzionamento mentale e sofferenza psichica

Il terapeuta e il suo paziente

Fare diagnosi nella prospettiva bioniana:
funzionamento mentale e sofferenza psichica

Seminario

La psichiatria contemporanea attraversa una crisi di enorme portata, che interessa in realtà l’intero campo delle scienze umane. Ogni giorno di più le grandi malattie, nevrosi, psicosi, perversioni, stati limite, tradizionalmente di competenza della psicologia e della psichiatria, si polverizzano nell’interminabile e piatto catalogo sintomatologico del DSM, mentre la “gestione” del malato diventa più importante della cura e dell’ascolto della sofferenza.

Se questa logica punta a far apparire il sapere clinico inutile o superato dal « progresso scientifico», a questo sapere, accumulato grazie all’esperienza psicoanalitica e psichiatrica, è necessario continuare ad appellarsi. Dopo gli incontri dedicati ad Otto Kernberg e alla sua “intervista strutturale”,  l’Associazione psicoanalitica officinaMentis organizza tre incontri sulla diagnosi in una prospettiva bioniana.

A partire dagli anni  ’60 Wilfred Bion costruisce un nuovo modello psicoanalitico della mente, basato su una concezione bipersonale del funzionamento mentale e sulla rielaborazione del concetto di indentificazione proiettiva come  meccanismo di base del mentale, che costituirà un momento di rottura rispetto ai modelli psicoanalitici precedenti.

La capacità della mente di svolgere il proprio lavoro trasformativo (trasformazione delle stimolazioni protoemotive in elementi alfa) diventa elemento cardine della pratica clinica (al punto che non c’è più un inconscio da svelare, ma una capacità di pensare da sviluppare) e del processo diagnostico. Tre sono le principali situazioni da cui origina la patologia psichica: carenza di funzione alfa, sviluppo inadeguato degli apparati che devono lavorare gli elementi alfa,  eccesso di elementi beta dovuto a traumatismi. Questi fattori si combinano tra loro in infinite forme e concorrono a determinare una diagnosi in senso clinico.

Attraverso il lavoro di due fra i più originali interpreti del pensiero bioniano, Antonino Ferro e Thomas H. Odgen, discuteremo della diagnosi psicoanalitica quale strumento per comprendere la genesi e le modalità di espressione della sofferenza psichica, punti fondamentali da cui partire per orientare la cura.

Nel 2016 il seminario prevede tre incontri, che si terranno il primo lunedì del mese secondo il seguente calendario: 1 febbraio, 7 marzo, 4 aprile. Il seminario si terrà a Bologna, e la sede specifica sarà comunicata a breve.

Il gruppo accoglierà un massimo di 12 persone. La durata di ciascun incontro sarà di due ore, con inizio alle ore 21. La prima ora sarà dedicata all’esposizione, la seconda alla discussione.

Il costo sarà di Euro 100  più la quota associativa per l’anno 2016 (euro 40).
Per informazioni e iscrizioni scrivere a officinamentis.info@gmail.com.

Il seminario è curato dalla d.ssa Daniela Iotti.

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