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L’attività di officinaMentis per il 2016: presentazione

 Programma 2016

 

L’attività di officinaMentis nel 2016 si concentrerà su due grandi temi:

–  Le perversioni: verrà portata avanti una riflessione che, a partire dalla psicopatologia individuale, intende spingersi in direzione del collettivo e del politico, verso l’analisi delle forme contemporanee del “disagio della civiltà”.

–    La diagnosi: verrà proposto un approfondimento di modelli diagnostici provenienti dal sapere psicoanalitico, ma anche problematizzato in modo rigoroso il concetto stesso di diagnosi e demistificate le attuali logiche diagnostiche veicolate dal sistema del DSM.

Oltre a questo si terranno i consueti gruppi di supervisione e lettura di testi psicoanalitici.

Proseguirà infine l’importante iniziativa del Seminario permanente sull’(In)attualità del pensiero critico.

Di seguito i contenuti e i dettagli organizzativi.

 

Dalla clinica delle perversioni allo “spirito del male”

Seminario

Quale rapporto la modernità intrattiene col problema delle perversioni? E’ la domanda centrale intorno a cui si sviluppa il lavoro di questo seminario.

A partire dal campo della sessualità, originariamente esplorato da Freud, il concetto di perversione si è indubbiamente esteso e ha finito per comprendere tratti di personalità o modalità relazionali che mettono in causa il narcisismo,  l’aggressività primitiva, il potere e il controllo sull’oggetto, la disumanizzazione di sé e degli altri.

A questa estensione del concetto di perversione sul piano della clinica fa eco ogni giorno di più la presenza nella società contemporanea di quelle che sarebbe difficile non definire tematiche perverse. I cambiamenti ideologici, tecnologici e politici in atto sfidano i confini del simbolico.

Emergono fenomeni nuovi e inaspettati: forme sintomatologiche inedite, comportamenti sessuali affrancati da ogni limite, un desiderio saturato dal godimento immediato dell’oggetto sempre accessibile e sempre nuovo, una riformulazione dei legami parentali, familiari, sociali.

Forme perverse di relazione, oltrepassando i  confini della vita privata, invadono lo spazio collettivo, dal cinema alla pubblicità,  dalle performance artistiche alla vita politica, dall’individuo singolo al gruppo,

Come rendere conto di tutto questo? Quale analisi è possibile farne? Quali le conseguenze di un simile processo a livello individuale e collettivo?  E’ di estrema importanza riflettere su questi temi. Il seminario, pur sviluppandosi all’interno del sapere psicoanalitico, si propone di incrociare il sociale, il politico, l’antropologico e, last but not least, il campo dell’arte.

Nel 2016 il seminario prevede sei incontri, che si terranno il terzo lunedì del mese secondo il seguente calendario: 16 maggio, 20 giugno, 19 settembre, 17 ottobre, 21 novembre, 19 dicembre.

Gli incontri di maggio e giugno (curati dalla dssa Angela Peduto) saranno dedicati all’ultima parte del lavoro di Janine Chasseguet Smirgel, dove con forza è riaffermata la necessità di non sganciare mai la psicoanalisi dalla cultura. Nel suo ultimo libro, vero e proprio testamento spirituale successivo all’11 settembre 2001, aiutata da Foucault, Mishima e Pasolini, l’analisi si spinge verso quelle regioni infernali dove l’esplosione dei corpi e i sacrifici sanguinari fanno pensare “che gli antichi dei siano solo apparentemente addormentati”.

Gli incontri di settembre e ottobre (curati dalla dssa Giuliana Gagliani) saranno dedicati a Masud Khan, psicoanalista inglese di origine indiana, allievo di Winnicott. Egli affronta le perversioni dal punto di vista della relazione d’oggetto piuttosto che da quello delle pulsioni. Centrali per lui il concetto di trauma cumulativo – un singolo trauma, seppure grave, non è sufficiente a produrre una perversione – e l’idea che   la perversione sia il risultato di un’alleanza narcisistica con un partner a scopo difensivo, curativo o riparativo.

Negli incontri di novembre e dicembre (curati dalla dssa Mariangela Pierantozzi) sarà affrontata la riflessione di Nathalie Zalztman, psicoanalista poco nota in Italia, che non ha mai smesso di articolare le vicende individuali con quelle collettive. Per lei la psicoanalisi non può ridursi alla vicenda personale e privata, perché è Kulturarbeit, lavoro della cultura e perciò lavoro di civiltà. Inevitabile dunque che la sua riflessione l’abbia portata ad occuparsi di quello “spirito del male” che soffia dietro i totalitarismi del novecento e i disastri a noi contemporanei.

Il gruppo accoglierà un massimo di 15 persone. La durata di ciascun incontro sarà di due ore, con inizio alle ore 21.

Il costo è di Euro 180 più la quota associativa per l’anno 2016 (euro 40)

 

 

Fare diagnosi nella prospettiva bioniana:
funzionamento mentale e sofferenza psichica

Seminario

La psichiatria contemporanea attraversa una crisi di enorme portata, che interessa in realtà l’intero campo delle scienze umane. Ogni giorno di più le grandi malattie, nevrosi, psicosi, perversioni, stati limite, tradizionalmente di competenza della psicologia e della psichiatria, si polverizzano nell’interminabile e piatto catalogo sintomatologico del DSM, mentre la “gestione” del malato diventa più importante della cura e dell’ascolto della sofferenza.

Se questa logica punta a far apparire il sapere clinico inutile o superato dal « progresso scientifico», a questo sapere, accumulato grazie all’esperienza psicoanalitica e psichiatrica, è necessario continuare ad appellarsi.

A partire dagli anni  ’60 Wilfred Bion costruisce un nuovo modello psicoanalitico della mente, basato su una concezione bipersonale del funzionamento mentale e sulla rielaborazione del concetto di indentificazione proiettiva come  meccanismo di base del mentale, che costituirà un momento di rottura rispetto ai modelli psicoanalitici precedenti.

La capacità della mente di svolgere il proprio lavoro trasformativo (trasformazione delle stimolazioni protoemotive in elementi alfa) diventa elemento cardine della pratica clinica (al punto che non c’è più un inconscio da svelare, ma una capacità di pensare da sviluppare) e del processo diagnostico. Tre sono le principali situazioni da cui origina la patologia psichica: carenza di funzione alfa, sviluppo inadeguato degli apparati che devono lavorare gli elementi alfa,  eccesso di elementi beta dovuto a traumatismi. Questi fattori si combinano tra loro in infinite forme e concorrono a determinare una diagnosi in senso clinico.

Attraverso il lavoro di due fra i più originali interpreti del pensiero bioniano, Antonino Ferro e Thomas H. Odgen, discuteremo della diagnosi psicoanalitica quale strumento per comprendere la genesi, i luoghi e le modalità di espressione della sofferenza psichica, punti di partenza necessari per orientare la cura.

Nel 2016 il seminario prevede tre incontri, che si terranno il primo lunedì del mese secondo il seguente calendario: 1 febbraio, 7 marzo, 4 aprile.

Il gruppo accoglierà un massimo di 12 persone. La durata di ciascun incontro sarà di due ore, con inizio alle ore 21. La prima ora sarà dedicata all’esposizione, la seconda alla discussione.

Il costo sarà di Euro 100  più la quota associativa per l’anno 2016 (euro 40)

Il seminario è curato dalla dssa Daniela Iotti.

 

 

Gruppo di lettura di testi psicoanalitici

Vengono letti testi relativi ad un tema specifico di teoria psicoanalitica e di teoria della tecnica. Nel 2016 il gruppo di lettura continuerà ad occuparsi del tema  «Psicoanalisi e corpo»; in particolare sono in programma letture  dedicate alla psicosomatica.

Il gruppo è indirizzato a psicologi e psichiatri e accoglie un numero massimo di 18 persone.Si terrà l’ultimo lunedì del mese, a partire da gennaio, per un totale di nove incontri; la durata è di due ore, con inizio alle ore 21.

Il gruppo è gratuito, ma richiede l’iscrizione all’Associazione.E’ curato dalla dssa Giuliana Gagliani e dalla d.ssa  Perla Plazzi

 

 Gruppo di  supervisione

 Come divenire, essere e restare analisti? La psicoanalisi non si insegna come un sapere qualunque; non si trasmette come un insieme di enunciati, la sua materia  è  enigmatica e sfuggente. Con il gruppo di supervisione officinaMentis desidera dare un contributo importante alla trasmissione della psicoanalisi.

Un analista che parla di un trattamento in una seduta di supervisione individuale o di gruppo è obbligato a passare attraverso costruzioni di senso e le sue interpretazioni hanno lo statuto di citazioni, visto che egli le enuncia per una seconda volta e a qualcun altro. Non possiamo però rendere sterile un materiale intriso di moti inconsci e la regola fondamentale delle libere associazioni è anche qui necessaria per rendere visibile l’invisibile.  Lo spazio psichico del gruppo prende in carico ciò che chiamiamo « resto », ciò che è irriducibile alla conoscenza. Accordiamo un privilegio all’analisi delle zone di sordità, alle variazioni tendenziose, scoviamo i transfert inconsci circolanti.  I punti più problematici o più discutibili di una tecnica o di uno stile si palesano, i concetti teorici sottesi ma non esplicitati emergono. In una logica di cooperazione i terapeuti arricchiscono la loro esperienza ascoltando casi diversi, condotti in modo diverso, ricongiungendo le grandi linee di forza del funzionamento psichico  e i principali assi teorici.

Una buona distanza tra supervisore e supervisionato alleggerisce e fraziona l’intensità del reinvestimento transferenziale diversificandone i supporti identificatori; la presenza contemporanea di un rappresentante genitoriale e di una fratria favorisce una ripartizione libidica e  il reinvestimento narcisistico secondario.

Ci si immerge nel campo di quella che Laplanche chiama « teoretica » per differenziarla dall’apprendimento della pura pratica. Conrad Stein ha formulato una ineffabile teoria della trasmissione che chiama del  « doppio incontro ». Essa si produce in ogni scambio in cui il prodotto dell’associazione libera di un soggetto è riconosciuto da un altro come frammento di un lavoro immaginario, suscitando in lui una ulteriore elaborazione associativa.

Siamo di fronte a un modello doppiamente auto-fecondante: colui che racconta il caso  farà « passare » agli altri qualcosa della propria esperienza intima costituendo un campione di teorizzazione soggettiva.  Questa sfida implica che il controtransfert sia parte integrante di ciò che si offre all’ascolto.

Il tema della re-trasmissione, che lega il pensiero associativo allo sforzo della teorizzazione, le logiche primarie alle logiche secondarie, dovrebbe essere all’opera in tutti gli scambi inter-analitici.

Il gruppo di supervisione si tiene il secondo giovedì del mese, dalle 20.30 alle 22.30 per un numero massimo di 9 partecipanti e per nove incontri a partire da gennaio.

Il costo è di 250,00 euro più la quota associativa per l’anno 2016 (euro 40).

Il gruppo è condotto dalla dssa Mariangela Pierantozzi.

 

(In)attualità del pensiero critico

Seminario permanente

 Nel gennaio del 2015 officinaMentis ha avviato un’importante iniziativa: l’apertura di un seminario permanente sull’(In)attualità del pensiero critico. L’intento è di far circolare forme di pensiero di alcuni significativi intellettuali del ‘900 (M.Foucault, G.Deleuze, P.P.Pasolini, H.Arendt, S.Weil, W.Benjamin e altri) tutti accomunati dalla potenza visionaria della libertà di riflessione critica.

Gli incontri del 2015 sono stati dedicati a Michel Foucault; sono state rivisitate alcune sue opere fondamentali, in particolare Malattia mentale e psicologia (1954-1962) e Storia della follia nell’età classica (1961).

Nel 2016 abbiamo  in programma un lavoro sul testo di Foucault Kant e l’illuminismo, l’esplorazione della follia dal versante letterario e filosofico, la discussione di Tecnologie del Sé e Il potere e le cose di Foucault.

E’ previsto un importante incontro con Mario Colucci, psichiatra di Trieste, psicoanalista e redattore di Aut Aut. L’incontro si terrà sabato 9 aprile 2016, al mattino,  presso l’Istituto Storico Parri di Bologna.

Il seminario permanente, gratuito, si rivolge a psicologi, psichiatri, psicoterapeuti, medici, filosofi, ricercatori, operatori sociali, studenti e a tutti coloro che sono interessati e intendono contribuire nello spirito di partecipazione attiva del seminario.

Si tiene il secondo lunedì del mese, secondo un calendario che viene stabilito all’inizio dell’anno, presso il Centro Culturale Giorgio Costa, Via Azzo Gardino 48, Bologna, con inizio alle ore 21.

Un report dell’attività svolta nel 2015 è disponibile sul sito dell’Associazione.

Il seminario è coordinato dalla dssa Angela Peduto e dalla dssa Daniela Iotti

 

Oltre alle attività elencate, officinaMentis organizzerà nel 2016:

–  una giornata sul problema della diagnosi (data da definire). Verranno affrontati temi che  si inseriscono in uno scottante e attualissimo dibattito internazionale, teso ad arginare le pericolose derive generate dall’imperante  e pressoché indiscussa “logica” del DSM.

–  eventi culturali in collaborazione con la libreria Einaudi di Bologna e con l’organizzazione CostArena.  In queste sedi viene portato avanti un  progetto culturale multidisciplinare, in cui la psicoanalisi si propone di interagire con altre discipline, in particolare arte, filosofia, antropologia.

Tali iniziative saranno annunciate sul sito e via e-mail.

 

Chi fosse interessato a ricevere informazioni può scrivere all’Associazione chiedendo di essere inserito nella mailing list.

Per ricevere informazioni sulle attività o per iscriversi ai gruppi di lavoro mettersi in contatto con l’Associazione via e-mail.

Le informazioni sono presenti anche sul sito dell’Associazione www.officinamentis.it e sulla pagina Facebook officinaMentis associazione psicoanalitica.

 Clicca qui per scaricare il Programma 2016 stampabile in PDF

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