Archivio per mese

Appuntamenti culturali: Il segreto della musica

Appuntamenti culturali di officinaMentis.
Psicoanalisi, musica, letteratura

 logo_puntoeinaudipicc

Il segreto della musica
Angela Peduto

 

Conversazione ad uso di musicisti, lettori, letterati, melomani, melanconici, musicologi, nostalgici…
…e tutti gli altri…

Ilaria Colicchio legge brani tratti da Tous les matins du monde di Pascal Quignard
Rosita Ippolito e Martina Weber eseguono musiche di Sainte Colombe e Marin Marais

 

Appuntamento insolito quello che proponiamo… e la musica  è ospite d’eccezione.  Ospite enigmatica: ribelle alle parole e immune alle spiegazioni, la musica conserva una sorta di tenace refrattarietà alle nostre interpretazioni e custodisce gelosamente il segreto del suo fascino.

Non cederemo dunque alla tentazione di spiegare, ma lasceremo affiorare qualche suggestione, vagando tra le pagine letterarie, guidati dalla voce incantevole della viola da gamba.

 

Libreria Einaudi
Via Mascarella 11/A Bologna  tel 051 222947
Sabato 16 novembre 2013  ore 18

Ingresso libero

Scarica la locandina

1 comment to Appuntamenti culturali: Il segreto della musica

  • Giovanna Bosco

    Ho letto con incanto, anzi, più che letto, ‘ascoltato’ la storia di Monsier de Sainte Colombe e del giovane e ambizioso Marain Marais, che si illude di poter diventare un perfetto musicista appropriandosi dei segreti dell’arte della viola, e che dovrà invece, per poter ‘cogliere qualcosa dell’essenza della musica’ attraversare l’esperienza dell’amore, della perdita, del dolore.
    Una storia di iniziazione, e insieme un modo metaforico, allusivo, profondamente evocativo (l’unico possibile) per parlar davvero di musica, per avvicinarsi alle profondità da cui essa sgorga.
    E proprio vero: “la musica esiste semplicemente per parlare di ciò che la parola non può esprimere”. Lasciando vagare la mia fantasia, immagino che proprio questa irriducibile spinta espressiva abbia indotto per la prima volta un pastorello a fare alcuni buchi in una canna e a trarne dei suoni.
    Ma perché, se è in grado di parlare di ciò che la parola non può esprimere, la musica sarebbe “non del tutto umana?”.
    L’essere umano nasce con la musica (ad essa è avvezzo prima ancora di affacciarsi al mondo) e sulla musica si fondano i suoi primi scambi con il mondo materno. La parola viene dopo, con il ‘paterno’ ed è attraverso la parola che il bimbo fa il suo ingresso in un mondo sociale, con le sue convenzioni linguistiche, le sue norme, le sue istituzioni, la sua ‘cultura’. Tutto questo si dissolve nuovamente quando ci si avvicina alla fine della vita, e la musica è l’ultima forma di comunicazione che può connettere il morente con chi l’accompagna verso l’estremo passaggio, e che, dopo, può esprimere in modo profondo e insieme rendere tollerabile il dolore di chi resta.
    Non sono forse eventi umanissimi la nascita, la perdita, la morte?
    Mi viene incontro un’altra immagine visivo-sonora: la sirena, in parte donna in parte pesce,dunque “non del tutto umana” e il suo ammaliante canto.
    Le sirene emergono dalle profondità del mare della vita e nel mare inducono a tornare.
    Forse il perturbante della musica, la più toccante ma anche la più evanescente delle forme artistiche, sta nel connettere le istanze più profonde e vitali con l’accettazione della morte, relegando sullo sfondo ciò che appartiene alla sfera dell”istituito’, e che si perpetua nella trasmissione culturale dai “padri” ai “figli”.

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

  

  

  

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.